lunedì , 28 Settembre 2020
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Rashford: “Nulla ti mette pressione quanto battere un rigore importante”

Marcus Rashford e il grande tennista Andy Murray hanno dato vita ad un’interessante discussione sulle differenze fra i rispettivi sport, condita anche da un curioso retroscena riguardante il famoso calcio di rigore segnato dal numero 10 del Manchester United nella storica rimonta contro il Paris Saint-Germain.

Le due stelle britanniche si sono confrontate in una videochiamata pubblicata dal sito ufficiale dell’ATP (l’associazione mondiale dei giocatori di tennis professionisti) ed iniziata con una domanda posta da Rashford sulla mentalità che un atleta deve tenere in uno sport individuale rispetto ad uno di squadra.

“Una delle cose belle degli sport individuali è che il risultato dipende solo da te”, ha risposto Andy Murray. “Perciò, se sforni una bella prestazione, hai molte chance di vincere.”

“In uno sport di squadra può capitare che giochi male e che il resto della squadra giochi bene, e riesci comunque a vincere. Ecco perché penso che gli sport individuali ti mettano addosso molta pressione, ma immagino che ce ne sia anche negli sport di squadra; non vuoi deludere i tuoi tifosi, così come non vuoi deludere i tuoi compagni.”

Nel 2013, Murray è diventato il primo tennista britannico a vincere il torneo di Wimbledon dopo 77 anni

“A scuola sono cresciuto praticando degli sport di squadra, giocando a calcio e ad altre cose [simili] con i miei amici, mi piaceva e mi piacciono ancora molto le competizioni di squadra nel tennis, ma è abbastanza diverso [nel tennis] perché le sconfitte sono più difficili da prendere perché non hai attorno un gruppo di persone con le quali condividere le stesse responsabilità e le stesse emozioni.”

“Ci sono dei pro e dei contro in entrambi i casi, ma adoro il fatto che nel tennis, se lavori bene, puoi condizionare soltanto tu il risultato del match.”

Murray – vincitore di due edizioni di Wimbledon e di due medaglie d’oro, una ai Giochi Olimpici di Londra del 2012 e l’altra a quelli di Rio de Janeiro del 2016 – ha, poi, chiesto a Marcus Rashford se reputa più difficile battere un rigore per vincere la UEFA Champions League o servire per la vittoria di Wimbledon.

“Il momento in cui si tira un rigore è uno di quei momenti in cui la mentalità di un calciatore diventa simile a quella che hai appena descritto”, ha risposto il n. 10 dello United. “Sei solo tu contro il portiere e, se tiri un buon rigore, segni e fai vincere la partita alla tua squadra.”

“Nel tennis, duelli per tutto il tempo con un singolo avversario, [perciò] direi che hai più ritmo nell’affrontare una situazione simile, mentre direi che, probabilmente, un rigore è più difficile perché non ce ne sono molti durante le partite.”

Opinione sulla quale converge anche lo stesso Murray: “Posso immaginare quanto sia incredibilmente difficile… Perché, se ottieni un rigore nelle fasi conclusive di una finale di Champions League, passano diversi minuti prima che tu possa batterlo. Ciò crea un’enorme suspense che, probabilmente, è quella che genera maggiormente la pressione e il dramma del momento.”

“Se qualcuno subisse fallo e si potesse tirare appena 10 secondi dopo il rigore, probabilmente sarebbe molto più facile, mentre hai molto tempo per pensare quando hai dei rigori e questa deve essere una delle cose più difficili anche quando si va ai rigori [dopo i tempi supplementari].”

Al Parc des Princes, Rashford si prepara a battere un rigore che passerà alla storia

Una situazione che si presenta spesso da quando nel calcio è entrato in funzione il VAR, che – nel verificare un potenziale fallo – genera non di rado dei ritardi considerevoli. Una situazione che Marcus Rashford ha affrontato già tante e tante volte, a partire dal penalty che tirò nella memorabile serata di Parigi.

“Questo accade specialmente con il VAR”, ha aggiunto il talento mancuniano. “Mi ricordo il rigore che ho tirato contro il PSG, ho dovuto lettaralmente aspettare cinque minuti perché l’arbitro è andato a controllare il video [del fallo di mano].”

“Era, praticamente, l’ultimo tiro della partita. Ho dovuto adeguarmi alla situazione. Quando sai che si tratta di un rigore chiaro, non appena viene fischiato, posizioni subito la palla sul dischetto e ti prepari per la rincorsa. In quel caso, ti prepari come si fa normalmente per un rigore.”

“Per me, tutto ciò [che accade con il VAR] ha portato a dover cambiare il modo di approcciare un rigore. Appena viene concesso, prendo la palla la fra le mani e mi posiziono sul dischetto per evitare che qualche giocatore provi a scavare sul dischetto o a fare cose simili [mentre viene rivisto l’episodio al VAR].”

Marcus Rashford trasorma il rigore, battendo Buffon e completando una rimonta epica contro il PSG

Successivamente, Andy Murray ha chiesto a Marcus Rashford se abbia discusso con qualche compagno su chi dovesse tirare il già citato penalty di Parigi, con il talento mancuniano che ha risposto rivelando il bel gesto compiuto dall’ex compagno Romelu Lukaku.

“Spettava a uno fra me e Rom [battere i rigori], in quella partita aveva già segnato due goal e avrebbe potuto fare la tripletta [tirando il rigore]”, ha aggiunto Rashy. “Ma è uno dei quei ragazzi che, quando giochi come partner d’attacco insieme a lui, vuole che entrambi facciate bene e mi ha semplicemente lanciato la palla e detto che lo avrei tirato io.”

“Ovviamente, ero disposto a lasciarglielo perché fare una tripletta, ovviamente, è un grande risultato, ma voleva che lo tirassi io e così è stato. Puoi solo prepararti per un momento simile e cercare di restare rilassato. Ripensi ai momenti in cui ti sei allenato e vuoi che la tua mente resti concentrata.”

 

Bio di Marco Antonucci

Presidente e caporedattore di Red Army Italy, tifoso del Manchester United dal Dicembre 2005.

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